Certo che quando ci si mette il Germanico è proprio socievole come una rana morta.
ahhhhhhh che belle giornate!!! Splende il sole, la temperatura varia tra i 2 e gli 8 gradi ma è molto asciutto!!
Il più bel Gennaio che ho visto!
...eh? Come? Ottobre?!

...LEGGERISSIMO SOSPETTO CHE LA BELLA STAGIONE SIA FINITA...
(dice che lì sotto si cela la Germanonia)
...lo so che me la guferò abbestia.
Da due, dico-ben-due, settimane qui a Dusseldorf c'è un tempo che ha del miracoloso.
Potrebbe essere paragonato al nostro "bel settembre"...sole, sehr Sonne e temperatura da puro godimento.
E mi sono pure abbronzacchiata. E mi si asciuga il bucato in un pomeriggio invece che in tre giorni. E la mia piantina di basilico prospera che potrebbe far invidia ad una mangrovia. E unn'ho i dolori da anziana al freddo.
Non mi resta che invocare Sant'Acisclo (quello che evita le tempeste) e già che ci sono anche Sant'Eustachio che si occupa delle malattie dell'intestino, che a forza di crauti un si sa mai.
E' ufficiale. Nel Nord della Germanonia (per l'appunto) piove. Ma no "toh un fortunale estivo". Piove abbestia, ogni tre per due.
Già rassegnata a questo clima del menga stile "sole, si bolle, nero improvviso, scroscione, freddo gorilla, sole, si bolle" (sai i funghi direte voi! No, al germanico il porcino ad esempio NON piace perché sa troppo di fungo. Se sapeva di cassetto chiuso da decenni eran più contenti).
Comunque.
Ci si accontenta di quel che si ha, ce ne gloriamo non poco e con una certa svpponenza.
Parlavo con il mio amichetto germano-scozzese degli incendi che purtroppo in questi periodi estivi (me lo devo ricordare e ripetere che siamo in estate) flagellano l'italico suolo, del casino da mancanza d'acqua che si ripete puntuale ogni estate (oh guarda è estate).
Lui, ma anche giustamente alla fine, mi guarda e mi fa:
"oé stolta italica, ma lo sai vero che questa zona è famoserrima in tutta la Germanonia per essere la più piovosa in assoluto?! Emergenza idrica? O cos'è?? Tzè, mica o sole mio-mandolino-bell'abbronzati!".
Ho aperto l'ombrello e ho pianto.
...postilla per "questo sconosciuto".
Il numero civico.
Cioè in teoria esiste neh, ma il germanico è permeato da tanta creatività che il numero civico lo mette nei posti più assurdi. La versione stradale dell' aguzza la vista della Settimana Enigmistica.
Nell'angolino nascosto, in alto dello stesso colore dello sfondo, di lato piccino piccino, camuffato dall'insegna (se negozio), dietro la colonna, sotto lo zerbino.
Poi ci si chiede perché anche Google maps mi abbia mandato a cagare.
Aggiungo un siNpatico elemento alla serie "questo sconosciuto".
L' ombrello.
cito: Le precipitazioni sono in genere abbondanti, con un picco in tarda primavera e in estate, per via di forti temporali pomeridiani.
Ecco. Presa coscienza del fatto che qui da un nanosecondo all'altro piove comediolamanda, porto sempre un ombrellino in borsa anche se esco con 32 gradi in infradito.
Il germanico invece...il germanico lo riconosci subito: è quello che in bermuda e sandaletti cammina curvo sotto l'uragano prendendo tutta l'acqua (peraltro diaccia marmata e inzuppa calzino, che dà il caratteristico suono sciiiac sciiiac sciiiac ad ogni passo).
Oh un tu lo saprai che piove????
Orde di genti zuppe fraciche che trotterellano o si riparano sotto le tende dei negozi (ché insomma gli fastidia la pioggia). La sagra della logica e del buon senso.
Unica eccezione ombrello - munita qualche vecchietta; ma son molto rare e probabilmente non di origine tedesca.
D'altra parte, se trovano deliziosi gli spaghetti col ketchup non è che si possa pretendere lo sforzo neuronale di portare un ombrellino di emergenza.
Dusseldorf - dove risiedo - capitale dello Stato del Nord Reno-Westfalia mica robetta, ha visto un monte di genti interessanti primi fra tutti (ça va sans dire) i Romani che uh che bello ci sono gruppi di barbari che porelli sarebbe il caso la vivessero un po' meno barbarica e che diamine andiamo a dargli due dritte su come si sta ammodino (e già che siam lì gni si puppa anche il territorio).
Sicché i Romani con le tunichette vanno su sulle rive del fiume Dussel e insomma dicono alle genti barbare con le brache (che lì su fa freddo mica scemi) fateci una cittadina che poi vedrete il successo.
Neanche troppo persuasi a furia di sgrunt gurk gnork (eh le lingue germaniche han quei due o tre suoni ruvidi) fondano Dusseldorf e vivono lieti di pesca - su un fiume 'sa voi fare in effetti - e prendono appunti sulle varie migliorie di civiltà che i tunicati a suon di us hic hec hoc davano loro.
Poi per ragioni di età i Romani vanno via e arriva Federico Barbarossa che fa di Dusseldorf una fortezza fortissima e potentissima.
A seguire arriva l'Arcivescovo di Colonia che dice al Conte di Berg (che controllava Dusseldorf perché fortezza fortissima e potentissima) ora vu state sotto il controllo di Colonia cari miei, e i Dusseldorfesi col cavolo e via la battaglia di Worringen (che i nostri ovviamente vincono) che pare sia la causa della rivalità tra le due città che ancora persiste.
- va detto che a Colonia dicono che a Dusseldorf sono snob, a Dusseldorf quelli di Colonia non se li filano de pezza...il che mi ricorda anche un po' Firenze...
Arriva anche una Medici, Anna Maria Luisa - sparpagliate 'ste donne medicee dappertutto peggio di un batterio patogeno - che sposa Johann Wilhelm II al quale dà un monte di consigli utilerrimi e dal sapor rinascimentale per fare di Dusseldorf una città gagliarda e non solo una fortezza fortissima e potentissima.
Passano le due Guerre Mondiali e Dusseldorf è praticamente rasa al suolo. Ma qui son duri dentro e la ricostruzione non fa scempio di quello che la cittò era (vedi Colonia che se non fosse per la Cattedrale non se la cacherebbe nessuno perché ricostruita come un grande centro commerciale decisamente urendo camuffato con qualche pezzo di muro romano) e se la vedi ora ti pare proprio di stare nel Nord Europa ma Nord parecchio.
Qualcosa deve essere andato perso. Che fine hanno fatto i sassi con gli appunti dei Romani? Dove sono sparite le note utilerrime della Medici?
Qui alcune cose hanno il senso di "questo sconosciuto".
LA FORCHETTA questa sconosciuta.
Ora non è per fare la ganza, ma la forchetta è stata portata in Occidente nell'anno 1000 d.C. (circa). Non ieri.
La forma dovrebbe quantomeno insospettire, la presenza dei rebbi dovrebbe in qualche modo far supporre che forse - forse eh - le pappe vadano infilzate.
Eh no cari i miei svpponenti!!
La forchetta il barbaro la usa come paletta, sulla quale il cibo viene spinto dal coltello e via in bocca. Vien da dire che come paletta sarebbe stata fatta parecchio male dato che avendo gli spazi la roba magari ti cola nel mezzo. E magari ancora qualcuno nel buio della sua cameretta deride il civilizzato (si dice cinese) che fa tanto lo sborone e poi tira fuori una cagata del genere.
IL BIDET questo sconosciuto. (non solo qui, ma qui io vivo e anche le mie parti interessate).
E' roba da postriboli nato per le prostitute - che avevan capito tutto, la Chiesa lo ha avversato fino all'inverosimile, il barbaro dice "preferisco fare la doccia così lavo tutto in una botta".
Io però li vorrei vedere davvero mentre devono andare a lavoro entro le 8 (vivendo a quelle due orette di macchina dal posto di lavoro), alzarsi fare colazione fare cacca fare la doccia. Si svegliano alle 4 di mattina?
Non mi perculare caro il mio barbaro, te rimani col cvletto zozzo e siccome hai l'ascella profumata dai a bere che ti sei fatto la doccia.
Comunque il barbaro faccia come vuole, fortunatamente i miei incontri con lui prevedono amene conversazioni e non ispezioni igieniche.
La rogna è per chi (da bravo tunicato di antica memoria) il bideino lo conosce lo usa. Se sei fortunato in bagno hai il telefono e non la doccia fissa, sicché stacchi dal supporto e in equilibrio che nemmeno l'Omo Ragno, con una mano ti reggi al bordo della vasca, con l'altra reggi la doccina e con l'altra apri l'acqua - rubinetto ovviamente a distanze improbabili da dove ti trovi te. Forse si, sarebbe davvero più comodo fare la doccia direttamente, ma questa soddisfazione un gliela voglio dare.
LA TOVAGLIA questa sconosciuta.
"La tovaglia rappresenta fin dall'antichità un segno di decoro, distinzione ed eleganza per la tavola apparecchiata. "
Mi sono già risposta.
Capito, te sei al ristorante e hai tutto il tuo bel tavolo apparecchiato. Il piatto, il bicchiere, le posate e fortunatamente quasi sempre un portafiori o un portacandele (capirete presto perché dico fortunatamente).
Occhieggi nel locale e vedi lo stipendiato che prepara i tavoli per i nuovi clienti...una passatina con la solita spugnetta (quella a quadrato sottile, di solito gialla) e via l'apparecchiatura.
Ecco che allora scatta la caccia al "dove poso la forchetta che lì sul tavolo cenciato mi fa anco un po' senso?"
Esatto. Appoggiata con eleganza o al portafiori o al portacandela.
Che magari il barbaro mi guarda anche strano chiedendosi da che razza di paese possa provenire che nemmeno so come si tengono le posate ammodo sul tavolo.
L'ACCAPPATOIO questo sconosciuto. (verificato in palestra)
Via e un s'usa. Asciugamanini alla vita e via. Nulla di male, ma a me fa strano parecchio. Anche perché quando appunto sono in palestra e mi passan vicine le barbare non proprio fisicate con l'asciugamano e le pvppe (di solito ad orecchio di cocker) al vento mi fa impressione.
E' anche vero che qui, come in molti nordici lidi, il pudore in senso stretto non esiste. Saune miste, la signora che fa le pulizie sia nello spogliatoio femminile che in quello maschile, gli asciugamanini.
E forse in questo se la vivono meglio loro eh, ma a ma fare la sauna col ciccone ripieno e sudato fa abbastanza onco.
Se viene il belloccio della reception allora ci sta che possa rivedere la cosa.
no no tutto bene eh!!!
La vita teutonica scorre tranquilla, regala anche qualche giorno di sole (stupido Belgio che manda qui tutte le perturbazioni)...i germanici continuano a esse strani forte ma come tutte le cose è questione di pura e semplice abitudine...cioè non li calcoli quando devono sindacare per forza su tutto e dirti come van fatte le cose con la solita e vecchia scusa "ehhhh abbia pazienza ma un capisco" (corredata da occhio bovino o occhione lucido da rammarico a seconda delle situazioni).
(il tytolo lo metto qui che è troppo lungo)
"Sprechen si doicce? No guarda, con me spreche solo tempo"
La Sama prende la metro e va dove deve a lasciare il curriculum.
Fonti abbastanza certe davano buone possibilità anche senza governare il germanico idioma nell'immediato.
Sama: Buongiorno, vorrei lasciare il curriculum.
Sciùra: Gentile fanciulla dai delicati tratti, mi rammarica non poco doverti mettere a parte del fatto che purtroppo il tedesco è richiesto obbligatoriamente. Pur consapevole delle tue mirabolanti doti linguistiche nonché delle millemila lingue che parli oltre alla tua lingua madre, mi rincresce ma non posso accettare il tuo curriculum.
Questo è quello che ha detto (evinto dalla frase chiave "devi parlare tedesco" che insomma si capiva). Peccato che suonasse pressappoco così:
Ahhhhh sciocca mediterrona!!! Ma cosa credi? Di venire qui e nemmeno parlare tedesco che noi ci abbiamo messo millenni pur di mantenerlo alla facciaccia dei romani che porelli ci han provato ma qui come vedi poca vela??? Levati dalle palle altrimenti sciolgo i cani e ti faccio brillare sul posto.
Però dai viene voglia di impararlo il tedesco eh.