(il tytolo lo metto qui che è troppo lungo)
"Sprechen si doicce? No guarda, con me spreche solo tempo"
La Sama prende la metro e va dove deve a lasciare il curriculum.
Fonti abbastanza certe davano buone possibilità anche senza governare il germanico idioma nell'immediato.
Sama: Buongiorno, vorrei lasciare il curriculum.
Sciùra: Gentile fanciulla dai delicati tratti, mi rammarica non poco doverti mettere a parte del fatto che purtroppo il tedesco è richiesto obbligatoriamente. Pur consapevole delle tue mirabolanti doti linguistiche nonché delle millemila lingue che parli oltre alla tua lingua madre, mi rincresce ma non posso accettare il tuo curriculum.
Questo è quello che ha detto (evinto dalla frase chiave "devi parlare tedesco" che insomma si capiva). Peccato che suonasse pressappoco così:
Ahhhhh sciocca mediterrona!!! Ma cosa credi? Di venire qui e nemmeno parlare tedesco che noi ci abbiamo messo millenni pur di mantenerlo alla facciaccia dei romani che porelli ci han provato ma qui come vedi poca vela??? Levati dalle palle altrimenti sciolgo i cani e ti faccio brillare sul posto.
Però dai viene voglia di impararlo il tedesco eh.
do do bede eh, ho bell'eppreso il cimurro.
Che poi dici ti lamenti: il teutonico bello temprato quando son quei 3 gradi mica si scompone. Giacchettina e via.
Guardo fuori dalla finestra e li vedo lì, che camminano garruli al massimo con un giubbottino che da noi si metterebbe giù verso settembre.
Mi crucconizzo, penso che non sia fredderrimo, mi metto il trench ed esco.
E mi diaccio, mi si intorpidiscono le mane, mi si crettano le orecchie, mi casca la canappia.
Ma dura e impavida non torno su in casa a prendere il piumino di yeti e i guanti, no no no.
Mi confondo tra la folla con nonscialàns e gabello il viso viola per una lampada venuta non troppo bene.
Il giorno dopo sto in coma imbottita di aspirina a tentare disperatamente di respirare da qualunque parte del corpo branchie comprese (che a furia di piovere mi sono anco cresciute).
do do bede eh.